10/09/20
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Regionali, Veneto, Renzi a Vicenza: "Le riforme non restino nelle mani dei populisti"

La notizia su "il Giornale di Vicenza" e il "Corriere del Veneto", 10 settembre 2020.

Tappa del tour elettorale di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, a Vicenza. Ieri pomeriggio, dopo essere stato in Trentino Alto Adige, Renzi è arrivato a Villa Bonin Maistrello, con la candidata a presidente della Regione Veneto, la senatrice Daniela Sbrollini.

«Perché i grïllini sono...». Pausa ad effetto. «Dei parlamentari», e il pubblico distribuito nel giardino di Villa Bonin Maistrello ride, perché ciascuno aveva pensato che Matteo Renzi tirasse fuori un epiteto quantomeno ironico, mentre l'averli definiti per quelli che sono, correttamente, ha un effetto comico ulteriore. Non c'è dubbio che il leader di Italia Viva conosca l'arte oratoria e ne faccia un uso sapiente, come durante l'appuntamento pomeri diano di ieri per sostenere la candidatura di Daniela Sbrollini a presidente della Regione.

Davanti alla squadra dei candidati consiglieri e ai simpatizzanti, Renzi ammette che la partita è molto difficile, «ma ci accontentiamo anche del 51,5 per cento», un'iperbole ovviamente che serve, anche questa, a dare la carica a chi ha deciso di metterci la faccia. Né sovranisti, né grillini, ma una terza via liberale e riformista, cosa che il Pd invece non è; una startup, e insieme un progetto di medio periodo: questo è Italia Viva secondo Renzi, che spiega «siamo diversi perché per noi la politica. è tuia cosa bella. Una cosa seria, mentre nella politica delle dirette social i politici diventano degli influencer».

E mentre immagina che la signora Angela, quella del "non ce n'è Coviddi', faccia il percorso inverso e venga candidata, Renzi si fa serio e affonda il colpo: «Quando i dati economici vanno male, l'incompetenza la paghiamo noi e i nostri figli». Soprattutto perché ci attende la vera crisi dovuta alla pandemia, quella che farà male davvero, «più di quello che ci hanno fatto credere. Ma l'Italia sarà protagonista. della ricostruzione se userà bene i soldi dell'Europa».

Non solo i 209 miliardi di euro del Recovery fund («questo governo con tutti i suoi limiti li ha portati a casa»), ma anche i 37 del Mes. E a margine dell'intervento in pubblico, davanti ai giornalisti, Renzi auspica che «se Zaia avrà un nuovo mandato, prenda le distanze dalla Lega e usi i soldi del Mes, che la Lega e i Cinque stelle non vogliono».

Sarebbe un colpo di scena in quella «sfida Zaia-Salvini» che si profila dietro le regionali, come spiega Daniela Sbrollini: «Il nostro è un nuovo patto riformista, alternativo ai due immobilismi di questa Regione, dove si sa chi vince e si sa chi perde». Renzi non crede che i risultati delle regionali abbiano conseguenze sul governo, soprattutto perché i grillini non vogliono andare a votare: «Tranquilli, questa legislatura dura fino al 2023. Ma come ci va? La casa dei riformisti non va lasciata in mano ai populisti», tra i quali il leader di Italia Viva annovera anche gli stessi grillini, «che hanno cambiato idea su tutto. Non Consegneremo a loro la storia riformista di questo Paese, come invece ha fatto il Pd».

Ecco il punto. Se Italia Viva, che rivendica a sé il merito di aver «mandato a casa Salvini» (Renzi lo ricorda più volte), prende sempre più le distanze dal partito di Zingaretti che invece punta a un accordo strutturale con i Cinque stelle, fino a quando sosterrà il premier Conte? «Matteo, stacca la spina al governo», grida un sostenitore, e la frase resta sospesa. Motivi di critica ce ne sono. A cominciare dalla scuola, tema caldissimo: «Sono un po' in difficoltà - ammette Renzi - visto che avevamo chiesto di riaprire prima, almeno per la terza media e la quinta superiore, gli anni degli esami. Invece no. Poi ci hanno dato ragione, ma siamo stanchi di essere quelli a cui danno sempre ragione il giorno dopo». «Ormai siamo partiti - aggiunge - Poteva andare meglio? Sì, ma guardiamo agli aspetti positivi: si torna in classe, non era scontato». «Un Paese che riapre le discoteche prima di riaprire le scuole non è un Paese civile» è la stilettata del senatore, che chiede più test sierologici e medici nelle scuole per ripartire in sicurezza, «ma la situazione non è quella di sei mesi fa». Tant'è vero che si potrebbero prendere in considerazione misure diverse, tra cui «la quarantena a sette giorni e non a 14, come si fa in Francia», ha spiegato Renzi.

Gli si chiede un commento sul referendum per il taglio dei parlamentari: «È uno spot - afferma Renzi - Vedremo quali saranno le proposte maggioritarie in Parlamento. Meglio il sistema tedesco o quello francese? L'importante è che ci sia il superamento del bicameralismo». Infine, l'augurio di pronta guarigione, a Berlusconi e a Lorenzoni, in lotta con íl coronavirus».