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Patto per il lavoro a Milano, Cappello: "La nostra può essere una città laboratorio"

L'intervento pubblicato da "il Giorno", 24 marzo 2022.

Premi per le aziende virtuose sulle pari opportunità. Percorsi rivolti ai Neet, giovani che non studiano e non lavorano aumentati a Milano negli anni della pandemia, e a «lavoratori poveri» come i rider. Sono alcune delle idee al centro del Patto per il lavoro, che il Comune di Milano sta elaborando con Cgil, Cisl e Uil, Confcommercio, Camera di commercio, Assolombarda e Afol. Al centro anche il nodo smart working, che sta modificando il volto delle città.

«Il Comune non ha competenza diretta sul lavoro ma vogliamo sperimentare politiche attive. Milano può essere una città laboratorio», ha spiegato l'assessore Alessia Cappello, che ieri ha partecipato alla commissione congiunta Sviluppo economico e Politiche per il lavoro. La tappa di un percorso iniziato prima della pandemia, quando Milano viveva i fasti post-Expo, e ora calato nel momento storico di una «guerra folle e assurda».

Domani Palazzo Marino ospiterà, nell'ambito del percorso, un incontro su «Certificazione di genere, politiche per l'occupazione ed empowerment femminile» con la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti. Nel mese di aprile le commissioni si riuniranno per raccogliere idee e proposte. Poi Comune, sindacati e associazioni di categoria tireranno le fila di quel Patto per il lavoro che non dovrà essere un semplice elenco di buoni propositi e intenti condivisi messi nero su bianco ma contenere azioni concrete.

«Dobbiamo interrogarci su come comunichiamo e parliamo ai giovani - ha spiegato Cappello - e ripensare servizi come lo sportello per il lavoro, che può essere sia fisico sia digitale».