02/12/20
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Paita in memoria di Francesco Nerli: "Lavoriamo per dare forza e autonomia alle autorità di sistema portuale"

L'intervento pubblicato da "Genova - la Repubblica", 2 dicembre 2020.

Francesco Nerli ha rappresentato, negli ultimi 26 anni, uno dei più autorevoli e preparati protagonisti della politica di portualità italiana. Ha incarnato competenza specifica abbinata a una visione politica e a un'incessante difesa del ruolo pubblico. Era nato a Rosignano Marittimo, nella provincia di Livorno, ed ha iniziato lì la militanza politica nel movimento studentesco e, poi, nella FGCI, sino a rivestire ruoli di primissimo piano nel Partito Comunista Italiano, di cui è diventato segretario provinciale. Eletto alla Camera dei deputati nel 1987 e al Senato nel 1992, in Parlamento ha caratterizzato la sua azione nel delicato passaggio di transizione della portualità italiana e della sua organizzazione pubblica. Al suo impegno e alla sua determinazione si deve la legge di riforma portuale n. 84 del 1994 che ha contribuito molto al rilancio del settore e alla crescita dei traffici commerciali nel nostro Paese.

È stato un eccellente presidente dell'autorità portuale di Civitavecchia e di Napoli e, per lunghissimo tempo, presidente di Assoporti che è l'associazione dei porti italiani. 44 Al suo impegno e alla sua determinazione si deve la legge di riforma 84 che ha contribuito al rilancio del settore Ha sempre difeso con vigore e determinazione e l'autonomia dei presidenti, rivendicandone sia funzione di pianificazione sia programmazione autonoma, rispetto a chi ed era una corrente di pensiero molto diffusa voleva trasformarli in burocrati asettici. Francesco aveva sofferto molto per una vicenda giudiziaria che lo ha accompagnato per otto lunghissimi anni, e da cui è uscito totalmente estraneo ma, come ebbe a dichiarare in una intervista, con una vita rovinata. A seguito di quella vicenda, lui che avrebbe potuto dare importanti contributi in ruoli istituzionali, fu costretto a fare un passo indietro e questo è stato, prima di tutto, un danno per il Paese.

Per onorare il suo lavoro e la sua memoria dobbiamo continuare a lavorare per dare forza e autonomia alle autorità di sistema portuale, salvaguardandone certamente le funzioni e recuperando lo spirito originario della legge n. 84 del 1994. Francesco Nerli, anche senza alcun ruolo formale, continuava ad essere voce autorevole e consigliere attento per chiunque si occupasse di questi temi. Anche io, spesso, mi sono trovata a chiedergli consigli e spunti per la nostra azione politica.