26/09/20
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Paita: "Impariamo dagli errori, serviva un candidato riformista per riuscire a battere Toti"

Intervista di E.ROS. per IL SECOLO XIX, 26 settembre 2020.

"Replicare il modello Sansa anche alle prossime comunali sarebbe folle. Ci sono possibilità di affermazione sia a Savona che a Spezia, evitiamo di ripetere gli stessi errori".


Raffaella Paita non è certo soddisfatta del 2,4% raccolto dalla candidatura di Aristide Massardo, sostenuta dalla sua Italia Viva. Ma invita a guardare avanti: "Rispetto a Toti sono sempre stata all'opposizione, ma ha vinto e per il bene del territorio sono pronta a collaborare a livello istituzionale, soprattutto sulle infrastrutture".

Mentre non rinuncia alle stoccate al Pd: "Con una candidatura riformista la partita era aperta, non l'hanno capito. E hanno perso 6 punti rispetto al 2015".

Onorevole Paita, il debutto alle Regionali per Italia viva non è stato quello che vi aspettavate.

"Non possiamo essere soddisfatti. Ma ringrazio il professor Massardo per il coraggio e per avere alzato il livello del dibattito, e i candidati di Italia Viva hanno raccolto molte preferenze. Ripartiamo da qui, strutturiamo questo progetto, a livello nazionale abbiamo fatto una media del 5%, tra le regioni dove Italia Viva è andata da sola la Liguria è quella in cui si è raccolto di più".

Non è la dimostrazione che valete di più se in coalizione?

"In generale è un discorso che si può fare, ma in Liguria non era possibile, non con quella candidatura".

Ferruccio Sansa ha raccontato che fu lei la prima a contattarlo... 

"Era un'altra epoca, con il governo gialloverde. L'idea era unire tutte le forze contro Toti. Ma per le sue idee sulle infrastrutture e lo sviluppo del territorio lui e il M5S erano irricevibili per noi. E poi i numeri sono testardi: io ho perso di 7 punti contro Toti nel 2015 e senza lo strappo a sinistra avremmo vinto. Ora Toti vince di 17 punti e Pd e M5S perdono 21 punti. Resto convinta che con uno schema riformista e un altro candidato, come Annamaria Furlan, la partita si sarebbe potuta giocare".

Resta il fatto che i voti moderati se li è presi Toti, non voi.

"Sì, perché siamo stati penalizzati da uno schema bipolare. E la responsabilità di questa scelta sta in capo a chi ha voluto fortemente quella candidatura, in primis nel Pd".

In tutta la campagna elettorale, siete apparsi più interessati ad attaccare Sansa che a mostrarvi alternativi a Toti.

"Non è così, abbiamo criticato moltissimo Toti, ci sono centinaia di post miei e soprattutto suoi contro di me, in questi anni. Poi è vero che sulle infrastrutture, che per noi sono un tema cruciale, siamo più lontani dal M5S".

L'ha sorpresa l'uscita di Toti su Matteo Salvini all'indomani del voto?

"No, è un esempio del suo trasformismo: io me lo ricordo al Papeete a ballare e ora fa il paladino dei moderati. Ma non mi interessano le sue giravolte, dobbiamo collaborare con l'istituzione, per il bene della Liguria".

E per le future competizioni elettorali in Liguria si può riaprire il dialogo con il centrosinistra?

"Ma certo, però spero che le proposte alla Doria o le coalizioni con il M5S siano accantonate. L'esempio delle regionali va tenuto a mente".

E Italia viva cosa deve fare?

"Deve continuare a radicarsi, lavorare nelle amministrazioni in cui siamo, rappresentare l'area riformista e moderata ancora di più ora che l'opposizione in consiglio regionale è sbilanciata a sinistra".