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Marattin: "L'attacco scomposto che abbiamo subito ci ha compattato tutti ancor di più"

Estratto dell'intervista di Claudio Bozza, "Corriere della Sera", 16 novembre 2021.

Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze alla Camera, nel settembre 2019 lei lasciò convintamente il Pd per aderire a Italia Viva, aspirando alla doppia cifra. Ora i sondaggi vi danno anche sotto al 2%. Pentito della sua scelta?
«No, perché ero e sono convinto che una prospettiva autenticamente liberale e riformista non avesse più spazio nel Pd, neanche vincendo a mani basse i congressi. Quanto ai sondaggi, preferisco i voti veri, e l'ultima tornata amministrativa ha restituito cifre diverse. Poi certo, possiamo fare molto di più, puntando su idee, organizzazione e un progetto politico in grado di parlare a tutto il Paese».

Ora sono rimasti 27 deputati e 16 senatori renziani: 43 parlamentari in tutto e, numeri alla mano, sarete decisivi per il Quirinale. Se non troverete un'intesa con il Partito Democratico siete pronti a trovarla anche con il centrodestra?
«Non credo che il prossimo presidente verrà scelto rompendo la maggioranza che sostiene il governo Draghi. Serve un'intesa larga su una personalità molto autorevole».

L'inchiesta sulla Fondazione Open vi sta colpendo duramente. Sono insistenti le voci su un drappello di suoi colleghi pronti a mollare Italia viva. Crede che Renzi controlli ancora tutti i 43 voti in vista del Colle?
«Rispetto la magistratura ma mi preoccupa un Paese in cui si usano certi metodi, con la complicità di media rancorosi, per colpire progetti politici. Le cose che ho letto su decine di parlamentari in partenza sono sciocchezze. Non escludo ci siano colleghi dubbiosi, ma l'attacco scomposto che abbiamo subito ci ha compattato tutti ancor di più, mi creda».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa sul "Corriere della Sera"