19/01/21
paese istituzioni

Magorno: "Mi astengo per la Calabria"

Intervista di Bruno Gemelli, "il Quotidiano del Sud", 19 gennaio 2021.

Oggi al Senato si sfoglia la margherita dei numeri. Nella pattuglia renziana di Calabria c'è il sindaco di Diamante.

Senatore Ernesto Magorno, la voterà la fiducia al governo?
«Starò alle indicazioni del gruppo di Italia viva, per cui allo stato attuale l'orientamento è quello dell'astensione. Devo confessare, però, che se dovessi guardare solo alle azioni messe in campo da questo Governo per la Calabria- in termini di investimenti, di supporto alle amministrazioni territoriali nel contrasto alla pandemia, nel potenziamento del sistema sanitario - sicuramente questo esecutivo non è degno di una promozione. Al contrario, un voto contrario avrebbe un valore politico a nome dell'intero Sud. Sono uomo di squadra e non posso sottrarmi da quelle che saranno le determinazioni dell'intero gruppo parlamentare ma non escludo, anche alla luce del discorso fatto oggi da Conte alla Camera tutt'altro che conciliante e di responsabilità, una diversa valutazione».

Lei è stato l'unico a non votare il "decreto Calabria". È pentito?
«Rivendico la mia scelta, coerente con il mio impegno a servizio della Calabria. In quel provvedimento, non esiste una programmazione finalizzata a recuperare piena centralità al sistema sanitario regionale e a portarlo fuori da un decennale commissariamento che, in ultimo durante questa emergenza sanitaria, ha mostrato il volto fragile della Calabria. In più, una parte a mio avviso centrale - quella relativa all'iniziativa dei sindaci all'interno della catena di comando della struttura commissariale - è stata stravolta, compromettendo quindi la reale efficacia del decreto. Per cui non vi erano assolutamente i presupposti per un voto favorevole in scienza e coscienza».

Lei ha chiamato a raccolta i sindaci calabresi. Come mai c'è una grande dispersione di intenti?
«Non parlerei di dispersione d'intenti. Noi sindaci siamo animati da un grande approccio pratico nell'affrontare i problemi delle nostre comunità, per cui ogni qual volta suona un campanello d'allarme scendiamo subito in campo. Le amministrazioni locali sono l'ultimo terminale istituzionale, il ponte vero di collegamento fra i territori e le istituzioni e rappresentano - fra l'altro - il volto più umano e più apprezzato proprio perché a mani nude riescono a rielaborare difficoltà e problemi e tramutarli in soluzioni. Certamente, su alcuni grandi temi come il Recovery plan e il "sacco" subito dalla Calabria, un'iniziativa forte da parte dell'associazione dei Comuni sarebbe d'aiuto rispetto alla causa. Ecco perché in modo formale ho sollecitato il presidente facente funzioni di Anci Calabria (Franco Candia n.d.r.) a organizzare una reazione visibile e forte, che metta il Governo di fronte ai propri errori e sia finalizzata a riportare, nel più breve tempo possibile, la Calabria nell'agenda nazionale».

A che punto è il tavolo del centrosinistra per le elezioni regionali?
«Siamo al momento su un binario morto, apparentemente tutto tace all'interno del campo opposto al centrodestra. Un campo che a mio avviso dovrebbe essere il più plurale e ampio possibile. Per reggere l'onda d'urto di un'emergenza sanitaria, che si sta velocemente tramutando in emergenza economica e sociale, in Calabria vi è bisogno di una coalizione robusta e articolata, guidata da una personalità forte e in grado di farsi garante di un percorso di governo che sarà senza dubbio in salita e impegnativo. Ecco perché resto convinto che alla Calabria servano il pragmatismo e la concretezza di un sindaco e non tanto di un governatore».

Un sindaco?
«E quando parlo di un sindaco, mi riferisco non a un amministratore in carica, ma una figura rodata nei meccanismi burocratici e amministrativi, una persona di esperienza. Sulle trattative mi auguro presto uno scatto d'orgoglio da parte del Pd, per ora il vero grande assente al di là delle dichiarazioni di rito. Finora, ad esempio, ha sempre rivendicato la leadership della coalizione ma non è stato in grado di spendere un nome. Quanto a Italia Viva, faremo la nostra parte ponendo come unica discriminante un programma vigoroso di rilancio e di valorizzazione della Calabria».