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La ministra Bonetti e Paita a la Spezia per Franciosi: "Siamo i veri riformisti"

La notizia su "il Secolo XIX" e "la Nazione", 24 maggio 2022.

Da una parte la «radical chic» Sommovigo, dall'altra «l'incompetenza eterodiretta da Genova» di Peracchini. Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, ha spiegato che la linea dei riformisti è un'altra. Ieri a sostegno della candidata sindaca di Spezia Riformista Antonella Franciosi c'era anche la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti.

Ma è toccato a Paita mettere «i puntini sulle i» e spiegare perché non è stato possibile alla Spezia aderire alla coalizione di centrosinistra. «Abbiamo chiesto di fare fronte comune ma non è stato possibile, perché non volevano che avvenisse. Era più semplice per loro fare una battaglia di bandiera e non vincere piuttosto che mettere insieme tutte le idee e tutte le storie politiche. Hanno scelto una candidata - riferendosi a Piera Sommovigo - che era l'unico punto di sintesi possibile perché non conoscevano nemmeno una delle sue idee. L'assenza di un programma, di un filo conduttore è stata la precondizione dopo mesi di stillicidio e candidature scartate per trovare una finta sintesi unitaria. Ma quando si costruisce un perimetro senz'anima i nodi vengono al pettine. E lo sono già venuti sullo sviluppo portuale, sulle infrastrutture strategiche perché quella candidata non risponde. Non sono in grado di tenere in piedi quella coalizione se non facendo di questa campagna elettorale una farsa, dove tutti i ruoli sono già stati assegnati. Noi contrapponiamo campagna piena di contenuti e novità».

«Italia Viva non rischia l'estinzione e mai ha avuto un atteggiamento ondivago, è anzi una delle poche forze politiche rimasta chiara rispetto alla direzione intrapresa. Siamo qui per fare le riforme e portare avanti una politica che sappia ricomporre quelle posizioni di parte. Non siamo noi gli ondivaghi. Noi teniamo la barra dritta sul riformismo. A chi ci accusa di oscillare da una parte e dall'altra e quindi di non avere una chiarezza di posizione, rispondiamo che noi non oscillano, la barra dritta del riformismo la pratichiamo e la portiamo a compimento, lo dimostriamo tutti i giorni al governo. E chiaro che se altri oscillano invece da una parte e dall'altra si allontanano da una rotta riformista, su cui siamo convinti si possa navigare in tanti», ha sottolineato Bonetti.

Al centro dell'intervento della candidata sindaca Franciosi la questione sanità, il lavoro e il sociale. Il nuovo sindaco come primo atto, ha detto, dovrà «chiedere conto in Regione del motivo per cui è così bistrattata la sanità in Asl 5, con un ospedale che non sappiamo mai quando verrà costruito. E se verrà costruito lascerà As15 in ginocchio per i debiti. Inoltre dobbiamo tenere insieme città e lavoro, facendo vivere porto, città e industria. Senza questo non c'è futuro per le nostre bambine e i nostri bambini».

Fondamentale l'impegno nei confronti delle donne e della parità. A cominciare dai servizi alle famiglie che devono essere garantiti, in particolare centri estivi e asili nido. Per ottimizzare i servizi offerti dalla scuola il prossimo sindaco, ha aggiunto poi Franciosi, dovrà confrontarsi con il Provveditorato. «A presentare il programma elettorale del centrodestra c'erano solo uomini - ha poi fatto notare Franciosi - mentre qui invece siamo sempre tutte donne. A me è toccato solo una volta essere presentata da un uomo, che è stato Paolo Manfredini: il sindaco mancato di questa città. Il mio impegno - ha concluso - è rivolto a bambine, ragazze e donne. Perché in questa città possano infrangere tutti i possibili tetti di cristallo».