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Giustizia, Ferri: "Da Area un'interferenza violenta. Forse qualcuno teme che passi il sorteggio"

Intervista di Simona Musco, "il Dubbio", 5 aprile 2022.  

Un'invadenza gravissima. Replica così il deputato di Italia Viva Cosimo Ferri ai magistrati di AreaDg, che nei giorni scorsi hanno contestato la sua presenza al tavolo della riforma del Csm. Per le toghe di sinistra, si tratterebbe infatti di un conflitto di interessi, dato il procedimento disciplinare in corso davanti al Csm e che vede protagonista proprio Ferri, magistrato in aspettativa e tra i presenti alla cena all'Hotel Champagne, genesi dell'affaire Palamara

«Chiederò al presidente della Camera Roberto Fido di tutelare le prerogative parlamentari - racconta al Dubbio -. Sono a quel tavolo perché legittimato a farlo, in quanto parlamentare eletto dal popolo e componente della Commissione giustizia. Forse a qualcuno fa paura che si possa arrivare a introdurre il sorteggio temperato, quello davvero romperebbe tanti equilibri e schemi...».

Sia le toghe di AreaDg, sia il dottor Violante, pure senza fare il suo nome, hanno stigmatizzato la sua presenza al tavolo della trattativa sulla riforma del Csm, contestando un conflitto di interesse. Per quale motivo ritiene che tale posizione sia infondata?
Per quanto riguarda il Presidente Violante, è stato un autorevole magistrato e legittimamente è stato eletto in Parlamento, ricoprendo anche il ruolo d presidente della Camera, conosce certamente meglio del sottoscritto le garanzie costituzionali e le prerogative parlamentari e non mi permetto di ricordargliele. Ha vissuto stagioni molto più delicate di quelle attuali nei rapporti tra magistratura e politica. Per quanto riguarda il comunicalo di Area, trovo sconcertante che il segretario, il dottor Albamonte, si sia preoccupato dalla mia preseriza in una riunione politica di maggioranza e si sia sentito legittimato a sindacare il mio ruolo di parlamentare eletto dal popolo. È singolare. inoltre, che sia a conoscenza della data d'udienza fissata dalla Corte costituzionale relativa al conflitto di attribuzione sollevato dal Csm nei confronti della Camera dei Deputati, data che il sottoscritto, seppur indirettamente interessato, non la conosceva e che ha appreso proprio da lui. Non so come l'abbia saputo e perché sia informato.

A indignare Area il fatto che lei fosse tra le persone presenti alla cena all'Hotel Champagne, che viene indicata come l'inizio della crisi alla quale ora la riforma dovrebbe porre rimedio. Non crede possa porsi un problema di opportunità?
Assolutamente no! Svolgo il mio ruolo di parlamentare per cui sono stato eletto e sono componente della Commissione Giustizia dall'inizio della legislatura e ho titolo per occuparmi di queste riforme. Una dello richieste principali è quella di introdurre nel nuovo sistema elettorale il sorteggio temperato, di cui si parla da anni e lo chiede una buona parte della magistratura. Sul punto è stato indetto dall'Anm un referendum e hanno votato a favore circa 2mila magistrati. Chi conosce le dinamiche interne alla magistratura si è fatto un'idea chiara e ha compreso la verità sul correntismo e sulle sue dinamiche. Sulle chat di Palamara si è voluto guardare solo da una parte. Mi  hanno coinvolto anche persone che oggi ricoprono incarichi di prestigio e che sono rimaste ai loro posti e addirittura alcuni sono stati promossi. Forse per questo c'è timore che venga introdotto il sorteggio temperato, perché solo con un vero cambiamento si romperebbero tardi equilibri e schemi.

La riforma in discussione può effettivamente influire sul procedimento disciplinare a suo carico?
Assolutamente no, la riforma Cartabia non c'entra nulla con il merito del mio disciplinare.

Tra le contestazioni mosse dalla stampa nei giorni scorsi il fatto che al tavolo non ci fossero i responsabili giustizia del suo partito: cosa ha motivato questa scelta? Ci sono state obiezioni da parte degli altri partiti?
A me non risulta. Chi lo pensa può dirlo apertamente, io non mi sono mai permesso di sindacare le delegazioni degli altri partiti. Per quanto riguarda ltalia Viva alla Camera, come componenti della Commissione giustizia ci confrontiamo e stiamo lavorando con serietà e nell'interesse dei cittadini. Vogliamo migliorare la risposta di giustizia. Abbiamo chiesto anche alla ministra di licenziare i decreti delegati della riforma della giustizia penale e civile già approvati dal Parlamento. Sosteniamo con convinzione il Governo e condividiamo la sensibilità del Presidente Draghi di non mettere la fiducia sulla riforma Cartabia. Seguendo questa indicazione, abbiamo chiesto alla ministra della Giustizia e al ministro D'Incà di garantire la lettura in Senato. Non vogliamo scorciatoie e li Senato deve giustamente lavorare autonomamente. 

Lei ha contestato ad AreaDg di aver invaso il campo della politica: come inquadra questo atteggiamento? E come risponde a chi dice che la politica vuole rivalersi sulla magistratura? Vuole rivalersi sulla magistratura?
Un'invadenza di una corrente della magistratura sull'attività politica che ritengo gravissima, anche perché il sottoscritto è pienamente legittimato a stare a quel tavolo e a svolgere il ruolo di legislatore che riconosce la Carta costituzionale. Si tratta di garantire il giuste equilibrio tra poteri dello Stato, non mi permetterei, come parlamentare, di sindacare le riunioni a cui partecipa un magistrato di Area all'interno del suo ufficio. Per completezza, aggiungo che a queste riunioni di maggioranza partecipano anche magistrati di ruolo che accompagnano la ministra e nelle riunioni si discute anche di modifiche alla disciplina dei fuori ruolo, ma non per questo ho mai messo in dubbio la correttezza e l'onestà intellettuale del loro operato, pur appartenendo alcuni e ben precise correnti della magistratura. Ritengo peraltro che gli apporti tecnici che i magistrati danno all'esecutivo sono contributi rispettabili al pari di quelli in sede legislativa. Guardiamo avanti e cerchiamo tutti di contribuire con il nostro patrimonio ad arricchire il dibattito.

Ha annunciato di voler scrivere al presidente Fico: cosa gli chiederà e cosa si aspetta da lui?
Chiederò al Presidente di tutelare le prerogative parlamentari, di difendere il nostro ruolo perché non è ammissibile una interferenza così violenta in un ruolo strettamente politico.

Quali sono le novità al tavolo della riforma?
La riforma non riguarda solo il sistema elettorale del Csm ma anche altri punti: il ruolo degli avvocati nei Consigli giudiziari per la valutazione dei magistrati, i passaggi di funzioni, gli incarichi dei magistrati fuori ruolo, la loro durata, le cosiddette porte girevoli fra incarichi politici e ruolo del magistrato. Io penso però che, in linea con quanto richiesto dall'Europa, occorra andare spediti con la riforma della giustizia penale e civile, che ritengo una priorità per il Paese e per consentire di rispettare i tempi di realizzazione del Pnrr. Non mi sembra che la riforma del Csm possa risolvere i problemi della giustizia o dei cittadini. Ben venga una riforma ma che sia davvero innovativa e coraggiosa e non scritta dalle correnti. Senza l'introduzione del sorteggio temperato non cambierà niente. Ne sono certo. E sarà l'ennesima occasione persa per la politica.