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Giovani bozza clone

Giovani bozza clone

Non appena annunciata la scissione dell’ala renziana dal Partito Democratico, il Senatore Renzi e chi ha scelto di seguirlo sono stati immediatamente additati come individualisti.

Non sono ancora visibili gli effetti concreti di questa manovra politica ed è forse troppo presto per pensare se condannarla o meno. Del resto, il Partito nascente non ha ancora prodotto alcun risultato, sarebbe prematuro tracciarne le sorti o darne un giudizio categorico senza l’ausilio di dati oggettivi. Quello che però sembra essere condiviso è il giudizio che vede Renzi come un egoista che non fa il Bene del Partito che lascia. Un egoista, per definizione, vuole tutto per sé.

Un simile atteggiamento, totalmente rivolto verso il singolo soggetto piuttosto che verso gli altri, dovrebbe quindi lasciare necessariamente il mondo al di fuori.

 

Tuttavia, il mondo a cui la politica si rivolge non collide con l’egoismo, ma può cooperarvi in vista di scopi comuni; se riesce ad interessare un egoista, diffatti, l’esterno può indirizzarne gli sforzi verso situazioni vantaggiose per entrambi.

In politica, senza coniugare interesse pubblico ed individuale, difficilmente si realizza qualcosa di valido e duraturo. Quando un partito emerge, non lo fa primariamente per eccellenza morale, quanto piuttosto per efficienza concreta. Questo non significa che al potere ci siano unicamente farabutti, senza begli ideali, ma soltanto che la democrazia non si fonda sulla bontà di chi governa, quanto piuttosto sulla legittimazione di questi da parte del popolo, che può acconsentire o meno a farsi guidare da una certa figura politica e che solitamente lo fa in base ai risultati.

 

L’opinione pubblica può pertanto scegliere se preferire un opportunista piuttosto che una figura bonaria e può altresì stabilire che tipo di bontà prediligere. Non è detto che chi ha buone intenzioni sia capace di tradurle in dati oggettivi, tanto quanto non è detto che chi dà cattivi effetti sia mosso da cattivi intenti. Potrebbe essere solo incompetente.

Tuttavia, l’incompetenza non è sempre il parametro su cui si basano le opinioni di ciascuno e alcuni valutano maggiormente gli intenti e la trasparenza d’animo, assolvendo chi predica bene anche se colpevole di arrecare danni.

 

Chi vuol fare prevalere in ogni campo il Bene come idea astratta può pure non credere nell’ideale che predica, ma pretende ugualmente che questo sia il fondamento della società politica. Il buonista  reclama che sia la Bontà a fondare il diritto di una parte a governare e se il popolo non asseconda questa posizione allora è persino portato a dire che la cittadinanza ha commesso un errore, o addirittura che è stata raggirata dai profittatori di turno. Non che questo sia impossibile, ma non è nello Stato che si realizza il Bene come ideale.

Perché lo Stato non è etico nei termini in cui lo sono le altre sfere, la cattiveria politica non ha nulla a che vedere con quella vissuta nel privato e così pensata corre il rischio di diventare moralismo piuttosto che morale. Che si mantenga un’etica salda all’interno della società è importante, abbiamo visto negli scorsi mesi il prezzo da pagare per aver portato avanti una politica totalmente svincolata da interessi umanitari, ma se i sentimenti umani vengono sfruttati a fini politici allora non hanno nulla di etico.

 

Dire che la scelta di fondare un nuovo gruppo non sia etica perché va contro il benessere del Partito di provenienza, è un giudizio che ignora totalmente i contrasti tra gli interessi di chi lascia e il Partito stesso. Altresì, condannare la necessità di tornaconto personale, dimenticando che è impossibile fare anche una buona politica se non ci si mette nelle condizioni di tenerne le redini, sembra più che altro la giustificazione di chi è stato danneggiato da una tale scelta. Piuttosto, potrebbe essere interessante appurare se effettivamente il nuovo Partito sarà, come Renzi ha affermato, espressione di una nuova classe politica giovane. Un pregiudizio che manca di fondamenta è che i giovani non si interessino di politica, creare un nuovo spazio tramite cui possano accedervi potrebbe essere uno degli effetti positivi di questa manovra. Che in tal caso potrebbe essere egoistica, ma oltremodo indispensabile.