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Fortis: "Diversificazione, filiere corte e Industria 4.0 spingono l'export italiano post Covid"

L'intervento pubblicato da "il Sole 24 Ore", 3 novembre 2021.

"I dati del terzo trimestre 2021 hanno dimostrato chiaramente che quella italiana del 2021 è un'autentica ripresa, reattiva e solida su basi strutturali, e non un semplice rimbalzo", ci dice oggi il professor Marco Fortis, dalle colonne de "il Sole 24 Ore".

Francia e Italia - spiega il professore - sono i paesi che hanno fatto registrare nei primi tre trimestri del 2021 la più forte crescita acquisita del Pil tra le maggiori economie Ocse, con uno straordinario +6,6% e +6,1%, rispettivamente.

Quanto basta per parlare di "un modello Dracron che si sta affermando anche in economia", sottolinea Fortis.

A fronte di questi risultati, Fortis registra "le recenti frenate di Cina (+0,2% il Pil nel terzo trimestre) e Stati Uniti (+0,5%), mentre a sua volta la Germania appare molto rallentata in confronto a Francia e Italia a causa della crisi delle forniture internazionali"


A cosa si devono questi risultati? "Dietro a questa sostenuta dinamica del Pil italiano  - spiega Fortis - ci sono i contributi importanti dell'edilizia residenziale e della ripresa del turismo e della spesa delle famiglie, ma soprattutto il boom della manifattura e dell'export".

"Oggi - sottolinea Fortis - nel caos di una globalizzazione che i grandi del G20 faticano a governare e le cui reti internazionali di trasporti, approvvigionamenti e scambi sono state completamente sconvolte dal coronavirus, si intuiscono sempre più i vantaggi di un sistema manifatturiero come quello dell'Italia".

Un sistema, quello del made in Italy, caratterizzato da "una forte struttura di imprese medie e medio-grandi sorretta da una moltitudine preziosa di imprese più piccole dentro le filiere e i distretti, sempre più sorprendentemente vivo e competitivo", come scrive Fortis.


"Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non c'entra, deve ancora arrivare - sottolinea Fortis - e, ovviamente, tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell`Italia fanno affidamento sulla capacità di Mario Draghi di metterlo a terra con successo".

Eppure, "l'Italia aveva già avuto un suo mini-Pnrr ante litteram: è stato il piano Industria 4.0, che deve ora diventare continuativo e strutturale perché molte nostre imprese più piccole sono partite in ritardo rispetto a quelle medie e grandi e devono ancora completare il loro ciclo di ammodernamento tecnologico-digitale e di rafforzamento competitivo".

Grazie a Industria 4.0, infatti, scrive Fortis, "la manifattura italiana tra il 2015 e il 2018 è diventata più innovativa e ha enormemente accresciuto la propria produttività, preparandosi per nuove sfide. Sicché si è fatta subito trovare pronta sui mercati mondiali non appena la pandemia è venuta rallentando".

A questo si aggiungono i risultati del nostro commercio estero: "nei primi otto mesi del 2021 l'export italiano è aumentato del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2019, cioè rispetto ai livelli antecedenti il coronavirus". Quanto basta per parlare a piena ragione di un "boom dell'export italiano a tutto tondo, dai mobili alla meccanica, dai formaggi ai prosciutti, dal cioccolato ai vini e agli spumanti, dalla refrigerazione commerciale alla chimica, dal valvolame alle pompe, dalle macchine agricole alle mele e agli ortaggi, dalla meccatronica ai pullover, dalle piastrelle ai motocicli, dagli elettrodomestici agli apparecchi medicali".

Un risultato svetta su tutti - infine, come spiega Fortis - ovvero il "risultato straordinario della nautica da diporto italiana, che nel periodo gennaio-luglio 2021 ha visto il proprio export di yacht e altre imbarcazioni crescere del 18,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. E che nei 12 mesi terminanti a luglio 2021 ha toccato un nuovo massimo storico delle sue vendite all'estero di quasi 2,9 miliardi di euro".