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Faraone: "L'Ulivo con i grillini è populismo. Serve un'unica forza al centro"

Estratto dell'intervista di Felice Cavallaro, "Corriere della Sera", 31 ottobre 2021.

 

Una pausa per il senatore Davide Faraone, impegnato da due giorni a Palermo con la terza edizione della scuola di politica under 3o «Futura». Inaugurata dalla ministra Carfagna, seguita dalla ministra Bonetti. Poi Teresa Bellanova, Marco Bentivogli, Emma Bonino, altri. E lo specchio di aperture possibili? Italia viva è davvero capace di aggregare diverse sensibilità politiche?

«Siamo di fronte a un bipopulismo pericoloso perché amico dell'immobilismo. Per spezzare questo doppio fronte è necessario cercare di mettere insieme riformisti, moderati, liberali che possano portare avanti l'agenda Draghi. La scuola di politica per i ragazzi che stanno affrontando tantissimi argomenti, tutti in chiave Sud, è un'esperienza esaltante».

 

Con i ragazzi avete parlato anche del ddl Zan. Che cosa succede dopo il flop in aula?

«Letta e il M5S hanno finto di voler approvare una legge contro le discriminazioni omotransfobiche. Hanno caricato a molla i sostenitori dicendo Zan o morte ma, quando hanno mandato la delegazione del Pd per provare a trovare una mediazione che non snaturasse il provvedimento, non sono nemmeno entrati nel merito, prigionieri del loro estremismo».

 

I nuovi equilibri fanno allontanare l'ipotesi di una pur aggiornata riedizione dell'Ulivo?

«Riedizione dell'Ulivo con chi? Con Toninelli e Di Battista? E poi i remake li vedo bene al cinema, ma la politica è un'altra cosa».

 

Italia viva non si sente più a suo agio nel centrosinistra?

«Il centrosinistra che vogliono mettere in campo non ha nulla a che fare col riformismo, pensano più ad una forma ridotta del grillismo populista. Sono vittime dell'incantesimo Fedez, niente pensieri lunghi, niente profondità, niente buon senso».

 

C'è un clima che spinge Italia viva verso il Centro?

«C'è un clima che spinge Italia viva a essere centrale più che centrista. Credo che tutte le forze che ritengono il governo Draghi non un governo tecnico, figlio dell'emergenza, ma un governo politico che sta facendo cose buone per l'Italia a cui dare continuità, debbano trovare la forza di costruire un unico soggetto politico». 

 

 

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.