31/01/20
Italia Viva parlamento Infrastrutture

Faraone e Vono: "Un miliardo e mezzo da sbloccare per l’operatività dei porti italiani"

L'intervento di Davide Faraone e Silvia Vono.

Continuano gli incontri per il Piano Shock di Italia Viva con il primo focus dedicato alle infrastrutture e in particolare ai porti, vie d’accesso e luoghi di produzione culturale ed economica del nostro paese. Esistono fondi bloccati pari a circa 1,5 miliardi di euro, essenziali per garantire la riqualificazione e la piena operatività dei porti italiani.

Risorse che necessitano solo del giusto intervento normativo per poter essere spese da chi gestisce i porti per conto dello Stato avvantaggiando l’innovazione e favorendo un indotto virtuoso e positivo per tutta l’Italia.

“Abbiamo incontrato in Senato l’avvocato Daniele Rossi, presidente di AssoPorti e dell’Autorità Portuale di Ravenna e la dottoressa Rosi Barretta, armatore e rimorchiatore di Brindisi nonché consigliere nazionale di Confitarma che hanno messo a disposizione la competenza e l’esperienza maturata negli anni per un concreto confronto utile al rilancio internazionale dei nostri 57 porti” esprimono soddisfatti il senatore Davide Faraone, presidente del gruppo al Senato di Italia Viva e la senatrice Silvia Vono, capogruppo in commissione infrastrutture per Italia Viva.

“La nostra proposta di una cabina di regia – continuano i senatori - per coordinare e migliorare le azioni delle autorità portuali, affidata magari agli stessi presidenti, è stata condivisa delineandone punti di forza e di debolezza per una migliore definizione della proposta stessa. Approfondiremo questi e altri contenuti anche in successivi incontri per approntare proposte normative studiate a misura dell’incentivazione degli investimenti e dello sviluppo occupazionale delle imprese. È nostra intenzione, accogliendo le richieste di tutti gli stakeholders, agire con forza per semplificare le procedure amministrative, stabilendo anche chiare responsabilità in termini di perentorietà dei tempi che, allungandosi a dismisura senza controllo, impediscono agli operatori del settore di concretizzare operazioni economico finanziarie di ampio respiro che consentano la crescita del traffico commerciale internazionale e locale".