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Evangelista: "Doppia morale da parte del M5S sulle questioni giudiziarie. Non potevo più restare"

Intervista di Diodato Pirone, "il Messaggero", 21 gennaio 2022.

La senatrice Elvira Lucia Evangelista lascia i 5Stelle e approda al gruppo di Italia Viva. Avvocato, eletta nel listino proporzionale di Nuoro e alla prima esperienza parlamentare, a Palazzo Madama, Evangelista si è occupata soprattutto di giustizia.

Senatrice, perché lascia il Movimento proprio adesso? La sua decisione è collegata all'inchiesta su Grillo?
«No, può controllare: ho mandato la mail di dimissioni al gruppo alla Presidente Casellati un'ora prima che si sapesse dell'inchiesta. E tuttavia quando l'ho saputo ho pensato d'aver fatto bene perché a maggior ragione non potevo più sopportare la linea super-giustizialista del Movimento».

Cosa intende per supergiustizialismo?
«La posizione politica M55 nella Giunta per le immunità è sempre stata quella di mandare tutti a processo senza valutare il caso concreto, ma io sono avvocato e quello è un organo paragiurisdizionale che richiede serietà, studio dei fascicoli e applicazione delle norme costituzionali. Non si tratta di stabilire se il parlamentare coinvolto abbia o meno commesso il reato, per questo c'è la magistratura, ma se nella fase di indagine la stessa magistratura abbia agito rispettando le regole. È materia delicata che non si può dividere sempre con l'accetta e ho sempre provato disagio per questa doppia morale che contraddistingue il M5S».

Da quanto meditava la scelta?
«Il mio disagio è maturato nel tempo ma dopo aver portato avanti battaglie fondamentali per il M5S come quella sul caso Open Arms e sul blocco della prescrizione di Bonafede. Ho votato tutto quello che mi si chiedeva di approvare con lealtà e spirito di servizio. Poi però si è superato il limite e qualcosa si è rotto».

Sul piano politico o su quello personale?
«Direi su entrambi. Sul tema del giustizialismo le linee politiche non sono state ammorbidite in conformità alla legge e Costituzione, eppure Conte è un professore, avvocato di assoluto valore, e nella nuova organizzazione non sono stata valorizzata come doveva essere. Come capo politico Conte non ha abbastanza autorevolezza, è tirato per la giacchetta da diversi capibastone».

Un leader di partito deve mediare...
«Corretto, ma temo che questa mediazione sia al ribasso, crea caos e politiche che all'esterno risultano contraddittorie. Mi permetto di dire con umiltà ma con convinzione che alcune posizioni politiche di Conte sono anche troppo spostate a sinistra della sinistra del Pd con ciò andando a interferire sulle posizioni del M5S cosi come io l'ho conosciuto».

Perché ha scelto Italia Viva?
«Perché comunque è un partito di centro sinistra e sicuramente più aderente alle miei valori e principi sui temi della giustizia. Non l'ho scelto per calcoli elettorali, è evidente».

Per chi voterà per la presidenza della Repubblica?
«Mi fiderò delle indicazioni del gruppo valutandole in autonomia».

Draghi?
«Anche su questo punto non capisco più il Movimento. Ha già votato Draghi, intendono fare un'altra, sarebbe la quarta, giravolta?».

L'ha chiamata da Berlusconi?
«(ride) Ovviamente no».

Cosa dirà ai suoi elettori di Nuoro?
«Sul territorio c'è il deserto. Da un anno e mezzo il Movimento non ha più un gruppo e neanche coordinatori. Anche il mancato radicamento sul territorio promesso da tempo mi ha indotto a lasciare».