12/12/19
Italia Viva

Enzo Puro: "lo, messo alla gogna solo per aver difeso Renzi. Ma la privacy vale per tutti"

Intervista di Giulia Merlo, "il Dubbio", 12 dicembre 2019

Matteo Renzi ha retwittato il suo lungo post di commento alla polemica con il giornalista Corrado Formigli ed è scoppiato il putiferio. È così che, con la stessa forza dei social che hanno amplificato la polemica, Enzo Puro si è trovato ad essere il terzo attore in campo, citato da buona parte dei giornali che hanno seguito il caso e bollato dalla Verità come "manganellatore mediatico".

Facendo un passo indietro, la vicenda si riassume in questi termini: Renzi, invitato alla trasmissione di Formigli, viene sottoposto a un fuoco di domande sulla sua villa e sui 700 mila euro in prestito; come risposta, sui profili di alcuni sostenitori di Italia Viva compare la fotografia della casa di Formigli. Renzi offre solidarietà al giornalista, ma di fronte alle sue parole (Formigli definisce "squadrismo" l'attacco ricevuto), il senatore condivide il commento di Puro (che non ha mai condiviso la foto), dal titolo "Tu a me squadrista non mi ci chiami".

Lui, storico militante del centrosinistra romano di scuola comunista poi confluito nel Pds e nei Ds, è stato presidente dell'ex Sesto Municipio della Capitale, un colosso da 100mila abitanti nel quadrante est della capitale, veltroniano nel Pd e infine elettore di Pippo Civati alle primarie alle quali si candidò lo stesso Renzi.

Oggi, invece, ha scelto di lasciare i dem ed è un attivista di Italia Viva e animatore di una delle pagine più seguite della galassia renziana come "Flussi Connessi" (con 60mila follower).

Partiamo dall'inizio, come è nata la polemica?
Da una casualità. Nessuno di Italia Viva ha chiesto di pubblicare la foto della casa di Formigli, ma è stata l'iniziativa del figlio di colui che gli ha venduto la casa. E non ho difficoltà a dire che pubblicare quella foto è stato un errore, io non la avrei mai condivisa.

Poi è arrivato il suo post di attacco a Formigli.
Sì, perchè da sostenitore di Italia Viva non ci sto a sentirmi accusare di essere uno squadrista. Soprattutto se questo lo dice un giornalista che, in questi anni, è stato uno dei principali fomentatori del populismo mediatico-giudiziario. Allora ho scritto quel post, peraltro di getto. E da lì apriti cielo...

Sapeva che Matteo Renzi lo avrebbe rilanciato?
Assolutamente no.

C'è qualcosa di studiato a tavolino dietro questa polemica?
Le rispondo con sicurezza di no. Noi, con "Flussi Connessi" ci sentiamo quotidianamente con la struttura comunicativa centrale di Italia Viva e nessuno ha chiesto di pubblicare la foto della casa di Formigli o, peggio, di condividerla. Nessuno dei gruppi ufficiali di Italia Viva lo ha fatto.

Nessuna eterodirezione, dunque?
Magari avessimo una macchina di coordinamento così strutturata... Esiste un mondo vasto e anche eterogeneo di supporter renziani, soprattutto sul web, che non sono in alcun modo dirigibili, come ha mostrato questa spiacevole vicenda della casa di Formigli.

Ora al centro della tempesta c'è lei, a sua volta sottoposto della gogna mediatica.
È così, ma non sono sorpreso. Più amareggiato, direi. Ho risposto colpo su colpo ai tweet di attacco contro di me, ma ho fatto politica per una vita intera e so bene che, quando si decide di fare una battaglia, si può andare incontro a situazioni di questo tipo. Sa cosa mi fa arrabbiare di più?

Che cosa?
Che chi oggi si indigna tanto per Formigli sono le stesse persone che invece tacevano quando accadevano cose molto più gravi. Quegli stessi giornalisti e politici del Pd che sono stati silenziosi quando si ometteva di dire che un Capitano dei Carabinieri aveva falsificato le prove su Consip, oppure quando si è dimessa la ministra Guidi per colpa di un'inchiesta finita nel nulla, oppure ancora quando si è massacrata Maria Elena Boschi sul caso Etruria e poi il padre è stato assolto.

La tesi, però, in questo caso è che un giornalista non può essere messo sullo stesso piano di un politico.
Io non sono per nulla d'accordo e anzi penso il contrario: politici, giornalisti e privati cittadini devono essere tutti sullo stesso piano perchè il diritto alla privacy vale per tutti, poi sarà la legge a stabilire eventuali deroghe per chi ricopre cariche politiche. Non lo dico solo io, lo stesso Andrea Orlando ha sostenuto la stessa cosa e io gliene rendo merito, anche se non faccio più parte del Pd.

Lei ha ammesso di essersi ricreduto proprio su Renzi. Oggi si sente nel posto giusto?
Non sono mai stato così convinto della mia scelta. Non so cosa diventerà Italia Viva o se il progetto fallirà, ma sono certo che dall'altra parte, dal Pd, non c'è futuro. Quello che mi sorprende è che, sotto i miei post di Facebook, ritrovo centinaia di persone come me, con la mia stessa storia politica alle spalle, dunque provenienti dal Pd e inizialmente molto diffidenti nei confronti di Renzi, che invece oggi si sono ricreduti.