20/03/20
parlamento economia coronavirus

Coronavirus, Ungaro: "UE e Bce sulla buona strada, ma si può fare di più"

La dichiarazione di Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto nella Circoscrizione Estero - Europa.

"La crisi del Coronavirus avrà un impatto devastante sull’economia italiana ed europea. L’Italia e l’Unione Europea possono farvi fronte solo tramite il pieno assorbimento fiscale delle contro misure, il che presuppone come imperativo categorico il contenimento dei costi di finanziamento dei singoli Stati membri alle prese con un grave shock esogeno".

"È necessario un forte coordinamento tra le autorità fiscali e la Banca centrale per avviare misure immediate per ridare fiducia agli agenti economici e stabilizzare il mercato.  In questi primi giorni a livello europeo si sono intraprese delle iniziative opportune, a cominciare dall’Eurogruppo di lunedì che ha messo in campo risorse immediate per l’1% del PIL europeo e garanzie statali per un valore pari al 10% del PIL europeo. L’Eurogruppo ha anche proposto la sospensione del Patto di stabilità per tutti i costi connessi alla crisi (quindi non solo per l’emergenza sanitaria, ma anche i costi degli ammortizzatori sociali e il mancato gettito fiscale)".

"La Commissione europea ha introdotto una nuova disciplina per favorire il supporto pubblico alle aziende in difficoltà rivedendo la normativa in tema di aiuti di Stato, mentre la Banca Centrale Europea ha potenziato gli strumenti di liquidità per le banche (LTRO) e le risorse disponibili per l’acquisto di titoli sul mercato secondario (QE), stanziando oltre 1100 miliardi per i prossimi 10 mesi. La BCE ha inoltre eliminato la soglia del 33% per l’acquisto di ogni singola serie di obbligazioni ed eliminato il limite costituito dalla percentuale detenuta dai singoli Stati nel capitale della Banca centrale agli acquisti di titoli di quegli stessi Stati (in altre parole derogando alla ‘capital key’)".  

"È imperativo garantire la sostenibilità del debito pubblico che è destinato a crescere nei prossimi mesi se non anni. Per farlo occorre contenere i costi di finanziamento dei Paesi membri: solo in questo modo sarà possibile creare lo spazio fiscale necessario per combattere la crisi. Oltre alla politica monetaria, che molto ha fatto in questi anni, la politica fiscale deve fare la sua parte: l’Eurogruppo deve permettere l’accesso al sostegno del Meccanismo di Stabilità Europeo senza condizionalità severe anche quando il mercato dei capitali rimane aperto al Paese che ne fa richiesta ma con dei tassi non conciliabili con la sostenibilità del debito pubblico".

"Oltre al MES, solo risorse comuni possono finanziare una risposta comune: l’eurozona deve valutare l’emissione di eurobond garantiti congiuntamente dagli Stati membri perché la crisi coinvolgerà tutti e non si deve procedere in ordine sparso. Solo cosi sarà possibile raccogliere le risorse necessarie per far fronte alla crisi ed evitare nefaste dinamiche pro-cicliche".

Lo dichiara, in una nota, Massimo Ungaro, parlamentare di Italia Viva.