18/07/20
Mantova

Corneliani, il tavolo si sposta da Roma a Mantova grazie a Bonetti e Colaninno

Corneliani, il Mise arriva a Mantova. Tavolo istituzionale in prefettura su richiesta di Bonetti e Colaninno

«Non un ospite, ma un membro della comunità mantovana vicino ai lavoratori, alle loro famiglie, e alle lavoratrici, che con fatica e dedizione conciliano l` attività in fabbrica con quella in famiglia, pilastro della società», come lei stessa ha dichiarato. Bonetti ha portato anche una notizia rilevante per il futuro della storica azienda: grazie alle sollecitazioni che ha mosso in stretta sinergia con Colaninno, il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli ha spostato il tavolo di discussione del Mise da Roma a Mantova. Un dialogo dedicato, un tavolo che si dovrebbe aprire già i primi giorni della settimana prossima, con la convocazione di tutti i soci per metterli di fronte alle loro responsabilità - come si legge su La Voce di Mantova.


L`obiettivo è intraprendere un percorso col governo per far riaprire il prima possibile lo stabilimento. «Serve un nuovo piano industriale, credibile e sostenibile, un fattore di programmazione nel medio e lungo termine che possa consentire a Corneliani di tornare in attività e avere delle prospettive di crescita. In quest` epoca post-covid, il tessile è uno dei settori più a rischio, e dobbiamo reagire subito per dare un segnale all`intero comparto», ha concluso. E intervenuto quindi Colaninno con un discorso imperniato sulla lealtà e fiducia reciproca: «Sono ore calde per il futuro di Corneliani, e occorrono delicatezza e rigore nel gestire questa fase. Quando questa mattina il ministro Patuanelli ci ha confermato di aver spostato il tavolo di discussione a Mantova, sono stato molto contento perché è un passo fondamentale e una dimostrazione che gli sforzi intrapresi sinora hanno dato risultati. Non siamo qui per vendere fumo o fare passerelle, chi vuol farsi vedere sicuramente non viene davanti a questi cancelli, perché è una situazione molto, troppo intricata. Noi non abbiamo la soluzione in tasca, ma vi posso assicurare che proseguiremo con voi questo difficile cammino finché non si troverà una svolta. Arriveremo assieme a una meta. È importante - ha concluso Matteo Colaninno - avere la consapevolezza che il cammino istituzionale intrapreso non è semplice, ma lo percorreremo fianco a fianco con serietà e dedizione. Il tavolo è un punto di partenza ma anche il massimo rango istituzionale possibile, e ci permetterà di far sedere assieme tutti i soggetti interessati con l`unico scopo di far riprendere l`attività. Vi assicuro che avete di fronte due che non mollano».

 

La Gazzetta di Mantova invece riporta dell'intera mattinata tra le lavoratrici per il ministro e il deputato Colaninno «La vostra è una scelta di coraggio e sacrificio: siete una ricchezza per il Paese»
«Sono qui da mantovana, da mamma e da donna che lavora e so che scegliere di lavorare qui è una scelta di libertà ma anche di grande coraggio perché richiede sacrificio e conosco le difficoltà di conciliare questo con la propria vita»: è un attimo perché le lavoratrici sentano che il ministro delle Pari Opportunità e della Famiglia è una di loro e perché lei risponda all`abbraccio dei loro sguardi trascorrendo l`intera mattinata ad ascoltarle.
«Vedo la vostra fatica di non potere prevedere il domani e immagino la fatica quando la sera rientrate a casa ancora senza risposte» come sa bene che dalle istituzioni ora si aspettano quella concretezza «che vi è dovuta» e che le fa dire che è arrivato il momento della «chiarezza e delle assunzioni di responsabilità da parte di tutti».

Il riferimento è anche agli scontri continui tra soci, sfociati ancora una volta in Tribunale: «Non sta a me e al governo, non sta ad oggi entrare nel dibattito delle responsabilità di ciò che è accaduto», ma «ciascuno deve sentirsi chiamato in modo irrevocabile ad assumersi la responsabilità di offrire a questa fabbrica, a questi lavoratori a queste lavoratrici, a tutto il territorio mantovano, a tutto il Paese le prospettive per la risoluzione del problema». L`obiettivo priori- tario è quello di sempre: «Preservare – dice il ministro – la presenza a Mantova dello stabilimento, preservare la qualità della produzione Corneliani e trovare il modo di far ripartire la produzione il prima possibile». E nel lanciare un appello alle forze politiche perché le vite di via Panizza 5 «non possono essere terreno di scontro politico», ai lavoratori Bonetti chiede solo una cosa: «Non mollate adesso perché se la vista si accorcia subentra la paura, tenete alto lo sguardo per tutti noi. Io so quanto la storia della Corneliani sia un pezzo di storia di Mantova: la qualità del marchio passa attraverso le vostre mani, i vostri sguardi, le vostre passioni e intelligenze. Siete una ricchezza per tutto il Paese». E, ne è convinta, la soluzione va trovata qui: «Mantova non è un luogo della periferia, è un luogo protagonista di un`esperienza industriale importante del Paese».

Un trasferimento quello del tavolo Mise da Roma a Mantova che «è un passo in avanti molto importante» anche per Colaninno: «È la massima protezione possibile a un cammino che non sappiano dove finirà, ma vogliamo fare insieme a voi». Il deputato, che solo pochi giorni fa era già stato al presidio di via Panizza, davanti alle lavoratrici e ai lavoratori va dritto al sodo della tensione di questi giorni: «È il momento – dice – della lealtà e della fiducia reciproca. Il momento di guardarci negli occhi: qui non ci sono persone che vengono a fare passerelle, per noi è doveroso esserci senza prendervi in giro o darvi false illusioni. Non abbiamo la soluzione in tasca, cammineremo insieme a voi per fare fronte comune e ottenere i finanziamenti che servono». Insomma «noi ci mettiamo la faccia, è un impegno morale e non consentiremo che ci sia chi getta fumo negli occhi per non far capire come stanno le cose. I litigi non ci interessano e pretendiamo che tutti si siedano al tavolo nell`interesse finale per la fabbrica».