Controcorrente

"Controcorrente" ad Assisi, Renzi: "Da oggi possiamo dirlo, la riforma Bonafede non esiste più"

L'appuntamento del 29 luglio 2021.

Matteo Renzi, ieri ad Assisi, all'hotel Cenacolo di Santa Maria degli Angeli, ha presentato il suo libro "Controcorrente", intervistato dal vicedirettore di La7, Gaia Tortora.

Renzi si è detto "vicino all'Umbria e legato al territorio", fin dalle ore precedenti il suo arrivo ad Assisi parlando con i coordinatori regionali di Italia Viva, i senatori Nadia Ginetti e Leonardo Grimani, e con i coordinatori provinciali Emanuela Mori e Francesco Neri i quali hanno proprio voluto sottolineare l`importanza di questa «rinnovata presenza» di Renzi in Umbria.

Nel fare riferimento ad aneddoti e retroscena della politica contenuti nel libro, Renzi ha avuto modo di sottolineare come "Controcorrente" stia a significare una politica capace di andare appunto controcorrente, in riferimento alla crisi di governo aperta a inizio 2021 in piena pandemia. "Una scelta che rifarei", ha rimarcato Renzi, dal momento che "abbiamo pensato fosse giusto e necessario che l'Italia accelerasse sui vaccini, sul fronte economico e di conseguenza sulla ripresa".

Renzi si è soffermato anche sulla riforma della giustizia. "Da oggi possiamo dirlo, la riforma Bonafede non esiste più e questo è un passo avanti per l'Italia". "Credo che si siano fatti degli accordi - ha affermato Renzi - con l`unico obiettivo di portare a casa una riforma che chiuda per sempre la stagione di Bonafede". Per Renzi, "5 Stelle e Lega hanno avuto dei piccoli aiuti da parte del presidente del Consiglio che è uomo generoso e ha fatto di tutto per cercare di salvare la faccia a Conte". "Credo che la cosa importante - ha aggiunto Renzi - fosse non salvare la riforma Bonafede".

Renzi ha parlato anche della sentenza sul caso della fondazione Open e sui finanziamenti che vi sarebbero transitati. "Oggi sono arrivate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione su Open - ha spiegato Renzi - che per quarta volta ha dato torto ai giudici. La Cassazione dice chiaramente che la Leopolda non ha niente a che vedere con un’organizzazione di partito. Quindi cade il teorema di chi diceva che finanziare Leopolda fosse finanziare un corrente di partito e quindi finanziamento illecito, cosa che ha portato le forze dell’ordine non a difendere le persone in strada ma a prendere i telefonini dei finanziatori".

Renzi
, infine, ha dedicato anche un passaggio alla vicenda Travaglio-Draghi. "Travaglio ha insultato vergognosamente Draghi. Ma non si deve vergognare solo lui: si devono vergognare D’Alema, Bersani e Speranza per aver invitato e fatto applaudire una persona che ha insultato un uomo rimasto orfano di padre a 15 anni", ha spiegato Renzi, ricordando che il giornalista, durante la partecipazione alla festa di Articolo 1, ha definito il premier Mario Draghi "un figlio di papà".