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Caso Pedri, Marco Di Maio: "Le autorità si attivino per far luce sulla vicenda"

L'intervento del parlamentare di Italia Viva, pubblicato da "il Resto del Carlino" e "Corriere Romagna", 25 giugno 2021.

«È necessario tenere alta l'attenzione su questo caso, che presenta molti risvolti inquietanti. Per questo, in accordo con la collega senatrice trentina Donatella Conzatti, abbiamo presentato una interrogazione nei due rami del parlamento che ha lo scopo di sollecitare il Governo, in particolare i ministeri della Salute, della Giustizia e del Lavoro, a occuparsi più concretamente di questo caso e più in generale del contrasto al 'mobbing' sul posto di lavoro». Così Marco Di Maio, deputato forlivese di Italia Viva che, insieme alla collega di Trento, si è interessato alla vicenda di Sara Pedri, la ginecologa forlivese scomparsa il 4 marzo a Cles, e ha posto il caso all'attenzione di Camera e Senato con un atto formale.

L'obiettivo? «Sollecitare un'azione da parte del Ministero della Salute, inviando gli ispettori nel reparto di Ginecologia ed ostetricia dell'ospedale Santa Chiara di Trento, dove lavorava la giovane dottoressa». Nell'interrogazione si ripercorre non solo la vicenda personale di Sara che, dopo aver rassegnato le dimissioni il 3 marzo, la mattina dopo è salita in macchina, ha parcheggiato la sua auto nei pressi del ponte di Mostizzolo e, abbandonato il cellulare in auto, è sparita nel nulla. La famiglia e gli inquirenti sono propensi a credere che la giovane - che ha compiuto 32 anni da poco, il 23 giugno - possa aver deciso di farla finita, tuttavia le indagini sono ancora aperte. Due i filoni: uno è quello della magistratura che ha aperto al momento un fascicolo modello 45, ovvero senza indagati né ipotesi di reato; l'altro è quello che sta svolgendo una commissione d'inchiesta interna al Santa Chiara, l'ospedale in cui Sara ha lavorato dal 15 novembre sino al suo trasferimento a Cles il 1° marzo, ovvero due giorni prima di rassegnare le dimissioni.

Obiettivo della commissione, che sta ascoltando tutti i colleghi di Sara, è fare luce su una vicenda dai contorni oscuri, poiché, dal giorno della sua scomparsa, è emerso che negli anni il reparto è stato oggetto di un elevato turnover: si parla di almeno 11 medici dimessi o trasferiti in due anni.

L'obiettivo dell'interrogazione parlamentare è quello di inviare una figura esterna o comunque un gruppo ispettivo estraneo al Santa Chiara, che riferisca poi al Ministero. Il timore sollevato anche da molti politici locali trentini è, infatti, che il caso di Sara non sia isolato e che i medici che operano all`interno dell`ospedale non parlino o non abbiano parlato in passato per paura di ritorsioni sul lavoro. «Ora è necessario - conclude Di Maio - che le massime autorità sanitarie nazionali si attivino, assieme agli altri ministeri competenti, per far luce sulla vicenda».