13/02/20
parlamento giustizia

Boschi: "Se il governo diventa giustizialista non possiamo accettarlo"

Intervista di Giovanna Casadio, "la Repubblica", 13 febbraio 2020.

«Per noi si sta dentro il governo, se Conte e il Pd ci vogliono fare fuori, lo dicano». Maria Elena Boschi, capogruppo dei renziani alla Camera, 39 anni, ex ministra delle Riforme, è consapevole delle conseguenze politiche del braccio di ferro sulla prescrizione. Ma avverte: «Noi andiamo avanti, il Pd è in imbarazzo essendo a rimorchio del giustizialismo grillino, non accettiamo derive giustizialiste».

Boschi, state facendo il gioco delle destre sulla prescrizione, mantenendo voi in piedi la riforma Bonafede che la cancella?
«La Bonafede resta in vigore per esplicita responsabilità del Pd. Se avessero votato il lodo Annibali, avremmo di nuovo la legge Orlando. Tra una legge fatta dal Pd e una fatta dai 5Stelle con la Lega, Zingaretti ha scelto di stare con i populisti. Per me è una ferita ma non una sorpresa: questo Pd è sempre più populista».

Così sale la tensione: volete fare cadere il governo? Non è ancora più da irresponsabili in un momento di emergenza economica?
«Irresponsabile è chi non affronta i temi economici. Chi ha fatto il reddito di cittadinanza. Chi cede al giustizialismo. Chi fa o propone leggi incostituzionali come Bonafede con la "Spazzacorrotti" e come ha fatto chi ha proposto il lodo Conte bis. Noi non vogliamo far cadere il governo. Ma non vogliamo neanche cancellare la civiltà giuridica di questo paese».

Forse mettete nel conto un appoggio esterno all'esecutivo?
«No. Non lo mettiamo nel conto. Ormai è finito il tempo delle mezze misure: o dentro o fuori. Noi vogliamo stare dentro. Ma se Conte e il Pd vogliono farci fuori, come hanno provato a fare in questo fine settimana, devono solo dirlo e prendersi la responsabilità».

Vale la pena uno scontro di questa portata su un tema che la maggior parte degli italiani neppure comprende? Tanto che per un sondaggio Ipsos, Renzi sta facendo questa battaglia solo per visibilità.
«No, non vale la pena. Per questo non capisco la scelta avventata di Conte. Dovremmo parlare della crisi della produzione industriale e invece parliamo solo di prescrizione. Eppure sarebbe bastato approvare il lodo Annibali. Questa è una battaglia impopolare che forse fa perdere voti, ma quella che lei chiama visibilità, io chiamo civiltà giuridica. I politici pensano alle leggi giuste, i populisti ai sondaggi».

Ma avete un asse con Salvini? Insieme avete votato l'emendamento Annibali, e Renzi ha sostenuto che il leader leghista sulla Gregoretti non ha commesso reato.
«Quanto sarebbe bello discutere di fatti e non di congetture: Renzi ha votato per mandare Salvini a processo. Casomai sono i grillini che lo hanno salvato la volta scorsa. Se poi restiamo nel merito: noi abbiamo convinto le opposizioni a ripristinare la legge Orlando, mentre il Pd sul lodo Annibali si è fatto convincere dai grillini. Ironia della sorte: la legge Bonafede è stata firmata Bonafede-Conte-Salvini. Vogliamo allora parlare di un asse Pd-Salvini per questo? Non penso, mi limito a dire che i Dem sono a rimorchio grillino».

Il governo parla ora di un disegno di legge. È un compromesso accettabile?
«Nel metodo è un buon compromesso. Nel merito dipende da cosa inseriranno. Il lodo Conte bis è incostituzionale. Speriamo che Bonafede lo capisca. Se non lo farà da solo, sarà la Corte costituzionale a spiegarglielo».

A cosa puntate, allora?
«Noi puntiamo a difendere lo stato di diritto dalla cultura giustizialista. Ogni anno più di mille innocenti finiscono in carcere. La vicenda di Enzo Tortora non ha insegnato nulla? Lo Stato ha pagato fino ad oggi l'equivalente di quasi 800 milioni di euro ai cittadini per errori giudiziari. Vorremmo che la cultura del garantismo avesse la meglio sul giustizialismo».

Quanto influisce il suo mestiere di avvocato nella posizione pro prescrizione?
«Nel nostro gruppo siamo in molti avvocati. E sicuramente soffro quando sento magistrati come Davigo insultare la nostra categoria. Eppure magari fosse questo il punto! Conte e Bonafede sono avvocati eppure promuovono il pasticcio populista. E molti magistrati stanno con noi».

Però lei sarà d'accordo sul fatto che il combinato disposto lungaggine dei processi - prescrizione, crea sacche di impunità?
«Certo. Ci sono molte cose da riformare. Lei sta parlando con chi ha portato in Parlamento cinque anni fa la modifica della prescrizione, allungando i tempi rispetto alla prescrizione breve di Berlusconi-Cirielli. Abbiamo aumentato le pene per la corruzione, assunto magistrati e cancellieri, digitalizzato il processo. Ma togliere del tutto la prescrizione significa trasformare i cittadini in imputati a vita. Significa negare diritti».

Conte dà a Renzi dell'arrogante. Bonafede sostiene che siete molesti. Zingaretti che altre sono le priorità: avete tutti contro?
«Ho sentito Bonafede usare l'espressione molestia, senza ricordare che si tratta di una fattispecie disciplinata nel codice penale, all'articolo 660. Se vuole accusarci persino di reati penali, faccia pure. Ma allora prenda il coraggio e dica chiaramente che non vuole Italia Viva in maggioranza. Dovendo scegliere tra difendere un ideale o difendere la poltrona, noi scegliamo la difesa dell'ideale. Non molestiamo».