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Boschi: "Non barattiamo le nostre idee per ottenere un posto sicuro. Da soli possiamo superare il 5%"

Intervista di Ernesto Menicucci, "il Messaggero", 4 agosto 2022.

Presidente Boschi, pronti alla traversata in solitaria?
«Prontissimi. Sarà una campagna elettorale tosta, ma entusiasmante perché la potremo giocare con grande libertà, con idee nette, senza mediazioni al ribasso. E anche con il sorriso e la leggerezza dei primi tempi».

Pd-Calenda: si aspettava questa conclusione?
«Abbiamo lavorato con Calenda perché si potesse riportare a livello nazionale l'esperienza di Roma un terzo polo riformista alternativo alla destra sovranista e alla sinistra confusa. Carlo ha preferito la sicurezza dei voti del Pd. Fa fatica a spiegarlo ai suoi di Azione che lo stanno abbandonando sul territorio, figuriamoci agli altri. Da parte nostra nessuna polemica: se si sente più in sintonia con Fratoianni, Emiliano e Di Maio, auguri».

Perché avete rifiutato il diritto di tribuna offerto da Letta?
«Perché non barattiamo le nostre idee per un posto sicuro. Renzi non è Di Maio. Matteo si è dimesso da Presidente del Consiglio, pur avendo la maggioranza assoluta in Parlamento, per coerenza. Andiamo avanti a viso aperto».

Se il Pd rompe con Si e Verdi, è possibile che si riaprano i giochi per un accordo con voi?
«Semmai sono Verdi e Si a rompere con il Pd. Magari stanno soltanto rinegoziando i posti in lista, alzando i toni. Ma sono temi che non appassionano i cittadini che vogliono sapere come bloccare l'inflazione, se ci sarà un tetto al costo del gas, se riusciranno ancora a permettersi la vita di prima».

Vede come scontata la vittoria del centrodestra?
«Non c'è nulla di scontato. Noi faremo di tutto per rovinare la festa a Meloni e Salvini. E gli elettori di una destra moderata ed europeista, indignati per la fine del governo Draghi, ci daranno una mano».

L'agenda Draghi che fine fa?
«Con la destra sovranista a Chigi, il nostro Paese sarebbe molto più solo e più debole in Europa e nel mondo. Salvini prenderebbe la linea da Orban da sempre contrario agli interessi dell'Italia in tema di migranti? La Meloni con quale autorevolezza potrebbe discutere in Europa il patto di stabilità o il tetto al prezzo del gas? E con quale classe dirigente affronterebbero la sfida della attuazione del Pnrr?»

Un flop se non superaste il 3%?
«Non succederà. Arriveremo al 5%».

Con quale messaggio pensate di conquistare gli elettori di Centro?
«Con la credibilità della competenza prima di tutto. A cosa ci ha portato l'incompetenza del governo Conte nel 2018? Come ha ridotto Roma l'incompetenza della Raggi? Servono persone capaci anche in politica. E poi siamo l'unica forza che può portare avanti l'agenda Draghi perché in sintonia con quanto abbiamo fatto anche noi al governo: rilanciamo gli investimenti, creiamo lavoro di qualità facendolo costare meno, riduciamo le tasse, puntiamo a tutelare la salute dei cittadini».

Lei sa già dove si candiderà? E Renzi?
«Non ancora. I nomi per noi vengono alla fine».

Quanta gente pensa che andrà a votare il 25 settembre? E l'astensionismo, in caso, chi favorisce?
«Peserà molto una campagna elettorale inedita. in piena estate. E anche la delusione di tanti che hanno visto affossare anche Draghi per la convenienza politica di Salvini, Berlusconi e Conte. Noi siamo convinti di poter rappresentare tante persone che non sarebbero andate a votare, ma a noi riconoscono coerenza e coraggio. In queste ore, sono triplicate le persone che vogliono darci una mano in questa sfida».

A settembre c'è la Leopolda: l'hashtag da lanciare qual è?
«Dacci il 5! è sicuramente il filo rosso della nostra corsa. A tutti già da adesso chiediamo 5 contatti, 5 nomi di volontari, magari 5 euro di sostegno, per chi può. Ma la Leopolda sarà il nostro grande serbatoio di idee e quest'anno ci darà la carica per lo sprint finale».

Se mai ci fosse una situazione di stallo, anche in una sola delle due camere, partecipereste di nuovo ad un governo di larghe intese?
«Primo obiettivo non far vincere la destra sovranista. Secondo obiettivo riportare Draghi a palazzo Chigi. Per questo un terzo polo alternativo a entrambi gli schieramenti è fondamentale. Non ci fermeremo nemmeno un minuto da qui al 25 settembre».