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Boschi: «Nella maggioranza sono senza pudore, cambiano la legge elettorale per tenersi palazzo Chigi»

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Intervista a Maria Elena Boschi per «La Repubblica» del 25-11-2025

di Serena Riformato

ROMA – Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera, legge due dati politici «incontrovertibili» nei risultati di quest’ultima tranche delle regionali d’autunno. Il primo: «C’è un’alternativa a Giorgia Meloni, finalmente vacilla il racconto di una premier invincibile». Il secondo, diretta conseguenza: «Ora il governo avrà una sola priorità: cambiare la legge elettorale per non perdere palazzo Chigi».

L’obiezione da destra: in totale è un 3-3, pareggio.

«Non è così in termini assoluti. Il centrosinistra ha prevalso in aree molto più popolose: quando la coalizione è compatta si può battere il centrodestra. Le vittorie nette in Campania e in Puglia danno fiducia e speranza. Gli elettori ci chiedono di stare uniti e non litigare».

Sono le ore del trionfo, però. Lo slancio reggerà nella buona e nella cattiva sorte?

«Ma assolutamente sì. Lo abbiamo dimostrato: nonostante ci sia stata una battuta d’arresto in Calabria, poi abbiamo lavorato comunque fianco a fianco, in modo convinto, per la Toscana, la Puglia e la Campania».

Qual è il profilo che funziona meglio per vincere?

«Roberto Fico, Antonio Decaro ed Eugenio Giani sono candidati molto diversi, ma hanno un tratto in comune: la correttezza personale e istituzionale. Noi, come Casa riformista, ci siamo spesi in campagna elettorale allo stesso modo per ognuno di loro. Siamo appena nati con questa nuova sigla, ma i risultati sono positivi: 9% in Toscana, più del 6% in Campania, tanti eletti riformisti in Puglia. Uniti si vince anche con candidati diversi».

Tra i dem si parla di congresso. Lei conosce il suo ex partito: basteranno questi trionfi a rafforzare Schlein?

«Mi auguro di sì. Elly ha fatto un lavoro bello e faticoso per tenere insieme una coalizione ampia. Ora l’urgenza, per noi tutti, è consolidare l’alternativa a Giorgia Meloni in vista delle Politiche, non l’ennesimo dibattito sulla leadership nel Pd».

Non concorda con chi spinge per un Pd a trazione riformista?

«La segretaria ha vinto il congresso ed esprime legittimamente una linea più spostata a sinistra. Serve un’area moderata fuori dal partito democratico e i risultati di Casa riformista dimostrano che lo spazio c’è».

Giovanni Donzelli, colonnello di FdI, l’ha detto esplicitamente: serve una nuova legge elettorale per assicurare la stabilità.

«Sono senza pudore! Perdono e nascondono il pallone. Le priorità per Giorgia Meloni adesso non saranno gli stipendi degli italiani e la sicurezza nelle città – temi su cui fa fatica – bensì cercare di cambiare la legge elettorale per paura della sconfitta».

Come Italia viva c’è una formula che votereste?

«Questa legge ha dato il governo più longevo, quindi funziona, no? Siamo aperti a parlare di preferenze, ma FdI vuole solo liberarsi dei collegi uninominali dove sanno di perdere contro un centrosinistra unito. Come del resto hanno mostrato le regionali».

Il M5S si è detto interessato al proporzionale. Sarà un problema?

«Meloni non farà mai il proporzionale meno che mai le preferenze. Agli alleati dico: non dividiamoci sulla legge elettorale ma lavoriamo insieme su stipendi, pensioni, tasse. Mandiamo a casa questo governo che prende in giro gli italiani».