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Boschi: “Letta mosso dal rancore, siamo noi il vero argine alla vittoria della destra”

L’intervista di Francesco Ghidetti, QN, 13 agosto 2022

Maria Elena Boschi è una colonna portante di Italia Viva. A fianco di Matteo Renzi ha combattuto infinite battaglie riformatrici. Già ministra, è presidente del gruppo alla Camera ed è una delle più convinte sostenitrici del cosiddetto Terzo polo. 

I sondaggi sono i più disparati. Azzarda una previsione? 

«Difficile dirlo. Se guardo le email, i messaggi o semplicemente la folla che ha riempito la Versiliana per ascoltare Renzi dico che faremo un risultato straordinario. Spero basti per avere come premier, di nuovo, Mario Draghi. La partita ormai è a due: o vince la Meloni o torna Draghi». 

Quali sono stati gli errori di Letta nella politica delle alleanze? 

«Spiace dirlo anche perché io ho sempre avuto un ottimo rapporto con Enrico. Letta purtroppo ha sbagliato tutto. Si è fatto guidare dal rancore personale. Ed è un peccato. E poi come si fa a iniziare la campagna elettorale chiedendo di alzare le tasse? Questo è il miglior modo per regalare Palazzo Chigi alla Meloni. E dispiace a chi, come me, mantiene affetto per la comunità del Pd. Oggi Berlusconi e Salvini fanno di tutto per far perdere la Meloni, con uscite discutibili. Letta fa di tutto per farla vincere con uscite ancora più discutibili». 

L’accordo con Calenda secondo alcuni finirà il 26 settembre. Che cosa ne pensa? 

«Per me è solo l’inizio di un nuovo percorso. Non è solo un cartello elettorale, ma il desiderio di offrire una casa moderata e riformista a chi non vuole votare per la fiamma o che non vuole sdoganare gli estremisti di sinistra». 

Si è parlato molto dei caratteri di Carlo e Matteo. Potranno convivere davvero? 

«Hanno già lavorato insieme quando Renzi era premier e Calenda viceministro, ambasciatore, ministro. E sono testimone diretta del fatto che quel lavoro ha dato frutti. I dati economici positivi di quel Governo sono sotto gli occhi di tutti. Poi che su alcune questioni abbiano avuto opinioni diverse è altrettanto vero. Ma nessun attrito caratteriale può far sprecare l’opportunità di cambiare il quadro politico italiano». 

Dica la verità: il passo indietro di Renzi nella leadership è solo temporaneo? 

«Chi lo conosce sa che Renzi in questi casi dà il meglio di sé. Quando tutto sembrava saltato, il suo passo indietro ha permesso un accordo vantaggioso per Azione, per Italia Viva, ma soprattutto per il Paese. Per vincere le partite servono gli assist, non solo i gol. E dunque questo assist si dimostrerà molto utile. Chi ha sentito Renzi in Versiliana lo ha trovato molto più libero e se possibile ancora più motivato». 

Il ticket al femminile per il terzo polo dov’è finito? 

«Era una possibilità valorizzando soprattutto Mara Carfagna e Elena Bonetti. Si è fatta la scelta di Carlo, va comunque bene così. In questa lista ci sono tante professionalità femminili: saranno il vero valore aggiunto». 

Tajani dice che sarete un terzo polo che arriverà quarto. Che cosa risponde? 

«Chiederei a Tajani: ma se dite che andiamo così male, per quale motivo siete così preoccupati? Da ore attaccano sempre noi perché sanno che molti europeisti moderati non voteranno più Forza Italia. E noi ci candidiamo a rappresentarli». 

A chi vi rivolgete in questa campagna elettorale? 

«A tutti. Ma soprattutto alla classe media piegata dall’inflazione. Con gli 80 euro prima, e con l’assegno universale per i figli poi, abbiamo dimostrato di pensare a questa fascia prima di chiunque altro. Continueremo a farlo perché oggi l’inflazione è il problema principale per chi non arriva alla fine del mese. E noi abbiamo dimostrato di sapere come si fa a dare più soldi alle famiglie e al ceto medio». 

Lei dove si candiderà? 

«Non abbiamo ancora deciso. Sono, come sempre, a disposizione della squadra. Ormai sono diventata cittadina romana e risiedo nella capitale, ma sono pronta a dare una mano dove mi verrà chiesto. Per noi di Italia Viva le ambizioni personali vengono dopo il sogno collettivo. L’importante è che l’Italia, sul serio - come si chiama il nostro progetto - finalmente decolli».