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Boschi: “I grillini sono finiti. Italia Viva c'è. A Siena Letta ha vinto grazie a noi"

Intervista di Ettore Colombo, "QN", 7 ottobre 2021.

«Al ballottaggio voterei per Gualtieri. Torino? Lì, Italia Viva è in coalizione con Lo Russo», spiega Maria Elena Boschi, già ministra alle Riforme nel governo Renzi, ora capogruppo di lv alla Camera.

Renzi canta vittoria, per il dato di Iv. Pure lei?
«Sì, siamo molto soddisfatti. Hanno vinto praticamente tutti i sindaci che sostenevamo, nelle grandi città. Abbiamo eletto 20 sindaci iscritti a lv e centinaia di altri sindaci in comuni più piccoli e centinaia di nostri consiglieri. lv è nata solo due anni fa, il M5S esiste dal 2009, ma lo superiamo in moltissime realtà e lo doppiamo in altre, come a Bologna grazie anche al bel lavoro di Isabella Conti. I commentatori, i sondaggi, Conte, per tutta la campagna elettorale, ci hanno spiegato che valevamo l'1%. Ma allora, letti i risultati, quanto vale davvero il M5S?».

I 55 sono alle «comiche finali»?
«La crisi verticale del Movimento è evidente. Un M5S che neppure Conte, ormai nei fatti leader da tempo, riesce a rianimare...»

A Roma, però, ha vinto Calenda da solo.
«Calenda ha ottenuto sicuramente un buon risultato, ma avrebbe vinto se fosse andato al ballottaggio. Noi siamo felici di aver contribuito al risultato della sua lista, con tanti amici di Italia Viva come Valerio Casini e Francesca Leoncini che sono stati i più votati. Altrove, come ad esempio a Napoli, noi siamo andati molto bene, non altrettanto Azione. A Bologna, dove i 5Stelle hanno avuto la prima consigliera nella loro storia, la nostra lista prende il doppio del M5S».

Ma il centro non ha troppi galli nel pollaio?
«È un'opportunità da sfruttare, e non un handicap, avere molte personalità forti. C'è un elettorato riformista, liberale, europeista, al quale dare una casa. Da qui al 2023 vedremo se ci saranno le condizioni per un progetto comune per il Paese».

Una nuova legge elettorale facilita il compito?
«Non so se si farà, ma nel caso dovrà garantire quello che è successo lunedì: l'elettore deve sapere chi lo governa il giorno del voto. Per me, la legge elettorale ideale è quella dei sindaci: chi vince governa, chi perde va all'opposizione».

Sicura che si voterà nel 2023?
«Non ho la palla di vetro, ma penso proprio di si. Serve responsabilità: dobbiamo sfruttare al meglio i soldi del Pnrr e uscire definitivamente dalla pandemia. Inoltre, tra i risultati delle comunali e il taglio del numero dei parlamentari, dubito che tanti vogliano correre al voto».

Facciamo il gioco del Colle. Chi ci mandiamo?
«Non partecipo al gioco, è irrispettoso verso Mattarella. Draghi sta facendo bene quello che fa, ma può ricoprire benissimo anche altri ruoli. Ne parleremo al momento opportuno, mancano mesi. La Meloni candida Draghi al Colle? Allora inizi a votargli la fiducia, inutile creare fibrillazioni ora».

Il Pd vuole costruire un 'nuovo Ulivo'da Calenda a Conte. Renzi e lv, Letta, non li cita.
«Non siamo permalosi. Letta sa leggere i dati. A Siena ha vinto il collegio grazie ai voti di Iv. Se Letta ritiene che l'alleanza con il M5S debba essere strutturale, anche se l'apporto del M5s è stato ininfluente dove erano alleati, sarà una valutazione del Pd. Anche il centrodestra ha oggi divisioni al suo interno prima inimmaginabili. Vedremo che succederà anche lì nei prossimi mesi».