Bonifazi: “I riformisti per Giani correranno in una sola lista, il Pd pensi ai suoi candidati”

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Francesco Bonifazi è tesoriere e senatore di Italia Viva, oltre che commissario del partito per la Toscana.

Alla fine vi ritrovate in coalizione in Toscana con gli eterni nemici 5Stelle. Ritiene che l’alleanza possa funzionare?

«I Cinque Stelle entrano nella nostra coalizione e con il nostro candidato presidente. Non vedo perché non debba funzionare in Toscana ciò che già funziona dalla Genova di Silvia Salis alla Napoli di Gaetano Manfredi. E cito non a caso esperienze in cui il nostro contributo è stato decisivo. Non è un caso che a Genova con noi si è vinto, in Liguria senza di noi si è perso».

Quali saranno i temi più caldi da affrontare dal campo largo? Ad esempio, che succederà sull’aeroporto di Peretola con un eventuale veto di Avs e Cinquestelle?

«Ricordo Eugenio Giani chiedere di investire su Peretola da decenni. Quando lui da assessore comunale lottava per un aeroporto di Firenze diverso, io ero ancora al liceo. Oggi ci sentiamo garantiti dalla posizione del candidato presidente e dalla sua storia personale».

La Toscana sarà apripista nazionale per un accordo in vista delle elezioni politiche del 2027?

«Non darei valore nazionale. Sono sicuro che rivinceremo alle Regionali del 12 ottobre. Questa è l’unica cosa che conta, adesso. Poi sulle Politiche è chiaro che contro questa Meloni che si prende i pieni poteri occorre mettere insieme tutte le forze riformiste e progressiste. Se ci mettiamo tutti insieme, vinciamo noi. Se andiamo divisi, abbiamo altri cinque anni di destra. E in questo caso la Meloni si prende anche il Quirinale».

Che programma riformista avete in mente? Quale sarà la proposta forte di IV per la coalizione della Toscana?

«Andiamo sulla falsariga della nostra battaglia nazionale, in difesa del ceto medio, di chi lavora, di chi vuole studiare e restare in Italia senza andare all’estero. Significa migliorare ancora sulla sanità, investire sui giovani universitari per evitare che lascino la Toscana dopo aver studiato a Firenze, Pisa o Siena, fare una battaglia culturale sui temi della sicurezza che non sia populista e giustizialista. Su questi temi la Leopolda del 3-4-5 ottobre lancerà proposte a livello nazionale, ma i nostri candidati declineranno da subito queste idee su scala locale».

L’input del segretario del Partito Democratico, Emiliano Fossi, è che si facciano due liste, cosa ne pensa?

«Ci saranno le liste del Pd, dei Cinque Stelle, di Avs e una lista riformista per Eugenio Giani Presidente. Al mio amico Emiliano suggerisco di preoccuparsi della sua lista. Noi pensiamo alla nostra. Abbiamo candidati molto forti e autorevoli a cominciare dagli uscenti Scaramelli e Saccardi oltre che da Francesco Casini, che è stato il più votato al Comune di Firenze, e altri amministratori sui territori. Noi candideremo gente di estrema qualità».

C’è la possibilità che presentiate il vostro simbolo da soli, nel caso la segreteria del Pd insistesse?

«Se il Pd esige che la Lista Riformista per Giani non abbia presenze di partito, allora faremo una lista con il nostro simbolo, certo. Ma suggerisco per il bene di tutti che ci sia una sola lista in cui coinvolgere quanto più possibile gli appartenenti a quella Tenda Riformista di cui parliamo a livello nazionale. E per noi porte aperte a tutti, senza veti: da Azione a Più Europa ai Socialisti agli altri. Una lista del genere può fare un grande risultato».

Temete una coalizione spostata troppo a sinistra? Che ruolo possono avere i riformisti?

«Il bilanciamento della coalizione si fa con i voti, non con le chiacchiere. Se la lista riformista per Giani otterrà un buon consenso è ovvio che poi avremo modo di pesare di più nella coalizione. È ovvio che una cosa è prendere il 10% e una cosa è prendere il 2%. Io sono molto ottimista sul fatto che c’è tanta gente che vuole votare centrosinistra ma non vuole scegliere la sinistra radicale che oggi è rappresentata da Cinque Stelle, Avs e ormai anche dal Pd di Elly Schlein. A questo mondo dico: dateci una mano a costruire una Tenda Riformista. Per il bene della Toscana oggi, dell’Italia domani».