07/12/20
Governo paese istituzioni

Bellanova: "Iv non voterà dossier mai discussi con noi: no ad alleati di serie A e serie B"

Intervista di Barbara Jerkov, "il Messaggero", 7 dicembre 2020.  

Ministra, si apre una settimana a dir poco calda per il Governo. Glielo chiedo subito: è vero che in Cdm è pronta a votare contro l'emendamento che vara la nuova squadra per il Recovery, e perché?
«Chiedo di poter valutare carte alla mano da una settimana. Italia Viva non è disponibile ad approvare sulla governance del Recovery una norma che non conosciamo e di cui non ho, né abbiamo, potuto discutere con i nostri parlamentari. La posta in gioco è l'Italia da qui al 2030; non formule, non consulentifici. Per la stessa ragione ritengo necessaria una discussione di merito, molto puntuale, sull'impianto progettuale. Ho lavorato in questi mesi insieme ai miei Uffici alla proposta targata Mipaaf ma non so come si intrecci con le altre né la mappa complessiva che si genera e che deciderà del futuro del Paese. Non mi sembra operazione da prendere sottogamba».

Lei ha detto: non ci può essere una maggioranza della maggioranza.
«Ci troveremo a gestire 209 miliardi di curo; opportunità mai accaduta in passato e che non si ripresenterà. L'idea da mettere in campo non è un tecnicismo, è una sostanza da condividere con la propria maggioranza, con tutti gli altri livelli istituzionali, con i corpi sociali. Quando si ha l'onore di guidare un governo di coalizione, si ha l'onere della sintesi. Se per caso si dovesse confermare l'idea che c'è una maggioranza informata e una parte che informata non è, questo significherebbe la dissoluzione anche di una coalizione».

Lo sa, vero, cosa si dice di voi renziani? Com'è, come non è, Italia Viva porta sempre fibrillazioni nella maggioranza e anzi cercate solo l'incidente per far saltare Conte. Cosa risponde?
«Sto alla sostanza, non alla chiacchiera. Italia Viva in questi mesi ha messo sul tavolo solo proposte, molte e di qualità. Fossimo stati più ascoltati, alcuni problemi li avremmo risolti prima e meglio. Penso a quante volte abbiamo chiesto il ripristino di Italia Sicura o sostenuto l'urgenza di sbloccare i cantieri che significano lavoro e infrastrutture. Al momento non si sono nominati neppure i commissari. Penso alla necessità di politiche attive per il Paese, di cui non si vede l'ombra, mentre si mettono in campo solo bonus e misure tampone, che anestetizzano ma non affrontano alla radice il vero problema. Per qualcuno è scomodo? Ce ne faremo una ragione ma non chiedeteci di fare buon viso a cattivo gioco. Sono una donna di mediazione, ma quando si esagera anche il tentativo ostinato di mediazione rischia di essere impraticabile».

Mercoledì ci sarà il voto del Parlamento alle risoluzioni sul Mes: molti sostengono che non ci sarà nessun scivolone, tra assenze strategiche di FI e dissidenze nei 5Stelle. Lei come la vede?
«So come voterà Italia Viva e che questo appuntamento decide anche della affidabilità italiana a livello internazionale. Ben vengano i voti dell'opposizione ma la maggioranza è tale se dimostra di avere i numeri. Mi auguro che nessuno voglia anteporre altre priorità alla credibilità e autorevolezza del nostro Paese in Europa e che tutti siano consapevoli della distanza tra questo Governo e quello giallo-verde. Il Conte 2 nasce per impedire il tentativo di una crisi extraparlamentare e derive nazionaliste: teniamolo a mente».

E se invece la risoluzione pro Conte dovesse essere battuta, si va dritti a elezioni o non è detto?
«Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Se quanto divide è più forte, si apre un problema. Io per prima mi chiederei se la maggioranza esiste ancora. Ma prendo atto delle rassicurazioni di Vito Crimi. L'esercizio della leadership non sempre è comodo».

Tutti ormai, da Zingaretti a Renzi, chiedono a Conte un cambio di passo ma nessuno si intesta una richiesta di rimpasto. Quindi?
«Il cambio di passo è una esigenza sostanziale; continueremo a porne l'esigenza in tutte le sedi. Il rimpasto non è mai stato un nostro obiettivo: non si tratta di occupare caselle ma di costruire prospettiva e risposte per il Paese. Non dobbiamo comporre un album di figurine ma mettere in sicurezza il futuro dei nostri figli».